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I Premi

I Premi

Pippo Madè

Nato a Palermo il 27 maggio 1936, Lo Cicero Giuseppe in arte Pippo Madè, è cresciuto in una famiglia di umili origini. L’infanzia segnata dal periodo bellico coincidente con il “II° conflitto mondiale”, non gli permise di approfondire gli studi e prevalse la sua passione per la meccanica e la velocità. Iniziò ad appena 8 anni, a frequentare le officine meccaniche della zona del porto di Palermo, dove apprese i rudimenti del mestiere di meccanico. La passione per la velocità, alla quale abbiamo precedentemente accennato, lo porterà ad occuparsi della preparazione di motori da competizione per auto e motociclette ed a avere, in prima persona, diverse esperienze da pilota, in sella “Mondial” ed alla “Moto Guzzi”. Appena 20enne, viene assunto all’autoparco della Regione Siciliana, con la mansione di “lava vetture” e nel 1958, sposa Savoia Faraco, figlia di Francesco Faraco, pilota automobilistico, deceduto con il Barone Stefano La Motta a Priolo Gargallo, il 1 aprile 1951, al volante dell’Alfa Romeo 1900, nel corso della X^ Edizione del “Giro Automobilistico di Sicilia”. L’uomo, la terra di Sicilia ed un profondo sentimento religioso, sono le costanti del percorso artistico di Madè, che nella pittura, espressa con colori solari, ricerca le proprie radici. L’artista, vive e lavora a Palermo e possiede una eccezionale versatilità; la sua produzione spazia dal disegno all’olio, dall’incisione alla litografia, dalla maiolica alla scultura in vetro di Murano sino alle decorazioni su vetrate. Spinto dal desiderio di sapere, Madè, da autodidatta, ha affinato le conoscenze di anatomia umana e le tecniche del colore, senza mai smettere di cercare se stesso e l’autentico humus spirituale e culturale. Gran parte della sua produzione artistica è dedicata all’incisione secondo una tecnica antica e prestigiosa, che il Maestro siciliano applica lavorando materiali come la pietra ed il rame e realizzando opere con il torchio a mano, ad Urbino, là dove hanno operato i più grandi incisori di ogni tempo. Importante è stato l’insegnamento di personaggi quali Renato Guttuso, Franco Grasso, Armando Benfenati ed in particolare Carlo Bo al quale è oggi intestata l’Università degli Studi di Urbino. Emblematica la mostra dedicata alla tragedia dell’emigrazione: opere rappresentate in che, tra la fine degli anni ’70 e i primi anni ’80, furono esposte nelle più importanti Città d’Italia ed in alcune Capitali Europee. Questa fu accompagnata da importanti, apprezzate ed inedite poesie in dialetto siciliano, scritte dell’indimenticabile Ignazio Buttitta. Madè è stato uno dei più stretti collaboratori del mafiologo Michele Pantaleone e le illustrazione ai libri dello Scrittore originario di Villalba (Cl), gli procurano non pochi problemi con la mafia. Erano anni molto difficili per la Sicilia e Madè venne costretto, date le minacce, riconducibili all’impegno sociale, allontanare da Palermo i figli, Rosario e Giuseppina, allora adolescenti, i quali trovarono rifugio in casa di amici, nella più sicura e vivibile Terni. Il grido disperato contro la droga ed il terrorismo, rappresentano una tappa fondamentale del suo sofferto percorso artistico, la sua pittura diventa impegno sociale che trova la massima espressione nelle opere dedicate alla “Strage di Brescia”, ricevendo consensi da artisti di fama internazionale quali Renato Guttuso e Domanico Purificato, mentre l’anima della sua Sicilia si coglie nelle tele che raffigurano i «Mestieri scomparsi» realizzati con la consulenza di Giuseppe Quatriglio. La collezione «No alla violenza» ha girato per le più prestigiose Gallerie italiane, assieme alla rassegna «Palermo ieri» realizzata sotto la guida dell’amico e maestro Massimo Ganci. In questa, l’artista denuncia il degrado della città di Palermo e la metastasi di una società che viene spronata, attraverso le sue opere a cambiare ed a rinnovarsi. L’artista palermitano ha portato le sue opere nelle più importanti metropoli europee e d’oltre oceano: Parigi, Vienna, Francoforte, New York, Chicago, Los Angeles, Toronto, sono state tappe fondamentali per successi di pubblico e critica, la sua pittura ha così acquisito un respiro internazionale, attestata dalla ospitalità più volte avuta da parte degli “Istituti Italiani di Cultura”. La sincera e profonda amicizia con il grande Maestro Renato Guttuso ha segnato interiormente e quindi anche artisticamente, il percorso di Madè, che ha voluto rendergli omaggio dedicandogli la mostra itinerante «Una finestra sul golfo» partita da Caltanissetta e approdata a Terni, Taranto, Roma, Milano, Venezia, Napoli e Palermo e che per oltre due anni, ha girato il mondo. Il profondo amore per San Francesco si materializza nelle tele dedicate al Cantico delle Creature «Le linee del cielo», presentate nella Basilica di Assisi durante il “Meeting Mondiale per la Pace nel Mondo” voluto da Papa Giovanni Paolo II nel 1980. Le stesse opere vennero successivamente spitatate, nel Palazzo Arcivescovile di Palermo in occasione del Giubileo del Cardinale Salvatore Pappalardo e in numerose altre Città. In collaborazione con il Maestro vetraio Loredano Rosin, Madè ha realizzato il «Presepio incantato», trenta irripetibili sculture in vetro di Murano. Prescelto da grandi organizzatori internazionali. Madè ha disegnato i manifesti ufficiali per il «Columbus ‘500 Years», collaborando con l’ENIT e con le Comunità Indiane d’America. Nel ’92 il manifesto realizzato per il << Columbus ‘500 Year”, ha vinto il 1° pemio per il “miglior manifesto Euro-Afro-Asiatico>>. Ha poi realizzato il manifesto per il «Campionato internazionale di calcio del Mediterraneo», per il convegno mondiale degli scienziati organizzato dalla NATO «I buchi neri e le stelle al neutrone» svoltosi a Lipari, per le «Universiadi ’97» tenutesi in Sicilia.. Madè, dopo molte esposizioni per l’Italia ed all’estero, ritorna a Palermo nel 1996 e presentanta, nella stupenda cornice della chiesa di San Giorgio dei Genovesi, la grande mostra antologica «L’isola del cielo». Senza sosta si susseguono le mostre e le sue presenze a grandi manifestazioni nazionali ed internazionali: «Le mele d’oro» al Museo dell’Orto Botanico, organizzata dalle Università di Palermo e di Berlino; l’antologica voluta dal Comune di Castelbuono, tenutasi all’interno della Chiesa del SS. Crocifisso che ha di fatto inaugurato il restaurato “Castello dei Ventimiglia”; la personale allestita nel Castello di Caccamo in occasione dell’elezione della «Castellana d’Europa»; l’antologica tenutasi nel maniero saraceno di Castellammare del Golfo; la mostra al «MIT ’98». Nel luglio del 1998, su richiesta della famiglia del Giudice Paolo Borsellino, Madè realizzò negli antichi laboratori di ceramica “Mastrogiorgio” di Gubbio, “L’Angelo della Giustizia”, una maiolica di grandi dimensione a tutt’oggi collocata all’interno della sepoltura gentilizia del Magistrato, sita nel Cimitero Monumentale di Santa Maria di Gesù a Palermo. Importante la manifestazione del gennaio ’98 legata alla chiusura del sarcofago di Federico II, all’interno del quale, il Sindaco di Palermo Leoluca Orlando, inserì un monile d’oro zecchino inciso da Madè; la mostra nell’Alexander Platz di Berlino; l’antologica di Narni; la mostra «I cavalieri e la corte nell’età di Federico II» tenutasi nel luglio del 1999 a Gela. Nell’aprile del 2000 iniziava da Jesi la mostra «Federico II stupor mundi et immutator mirabilis» che toccava successivamente le città di: Alcamo, Oria, S. Stefano di Camastra, Palermo, Vienna (Hofburg), Castelbuono, Randazzo, Vicenza, Varsavia, Francoforte, Cefalù e alla «Fondazione Famiglia Piccolo di Calanovella» di Capo d’Orlando (Me) e nel gennaio 2007 nei Saloni Duca di Montalto del Palazzo dei Normanni di Palermo su invito della Presidenza dell’Assemblea Regionale Siciliana e della «Fondazione Federico II».

Nel dicembre 2002 il «Centro Paolo Borsellino» di Palermo ospita la “prima”della mostra «Pinocchio un naso lungo centovent’anni», successivamente esposta nella «Civica Galleria G. Sciortino» di Monreale, nel «Palazzo Armao» di Santo Stefano di Camastra, nel «Salone delle Arcate» del Castello di Carini e nell’Aula Consiliare del Comune di Castellammare del Golfo, in Polonia nelle sedi dell’Istituto Italiano di Cultura di Varsavia – Cracovia e Bielsko Biala e nel «Parco di Pinocchio» gestito dalla «Fondazione Nazionale Carlo Collodi», a Firenze nella Palazzina della Livia in occasione «143° Anniversario della costituzione dell’Esercito Italiano», a Narni nell’aprile del 2006 e nel dicembre dello stesso anno, alla Caserma Bonsignore sede del Comando Regione Sicilia dell’Arma dei Carabinieri, nel Novembre 2007 al «Centro Culturale Giacomo Alberione» di Modena e nel 2012 a Corleone.

Nel novembre del 2004 durante il «Congresso Eucaristico Diocesano» la mostra «Madè interpreta il Vangelo» esposta nella Cattedrale di Palermo. Questa è stata, in seguito, esposta nella «Chiesa Nuova» di San Pio in San Giovanni Rotondo in occasione del «50 Anniversario della Fondazione della Casa Sollievo della Sofferenza», nella Sala Padre Norsa della Basilica Patriarcale di San Francesco in Assisi durante il «Natale Assisano 2005», all’Oasi della Speranza di Palermo in occasione del «15 Anniversario della fondazione» e nella Sala San Placido del Palazzo Arcivescovile di Monreale nel settembre 2007.

Il 18 Aprile del 2008 Madè ha presentato ad Assisi le opere della «Via Crucis» (maioliche su pietra lavica), le quali, l’11 settembre del 2010, nel corso di una manifestazione tenutasi nella “Basilica Superiore” del Santo Patrono d’Italia, vennero collocate, nell’antico «Chiostro dei Morti» della Basilica Papale di San Francesco.

Nel febbraio del 2011 su invito della “Fondazione Federico II” Madè ha esposto la sua “Antologica” nella sala Duca di Montalto del Palazzo dei Normanni di Palermo.

Nel marzo del 2011 il Comune di San Giuseppe Jato (Pa) gli ha conferito la Cittadinanza Onoraria in occasione delle manifestazioni per il “150° Anniversario dell’Unità d’Italia”.

Alla fine del 2012 l’impegno di raccontare, attraverso le opere de “La Divina Commedia – disegnata” il Paradiso, il Purgatorio e l’Inferno del Padre della lingua italiana. Le opere sono state esposte nell’agosto del 2013 a Ravenna, in occasione del “702° compleanno di Dante Alighieri” ed il volume è stato già presentato a Palazzo Steri di Palermo, sede del Rettorato Universitario; all’Accademia di Belle Arti Kandinsij di Trapani ed a Roma, nel corso di una manifestazione organizzata dallo “Skol International”.

Nella sua ormai lunga carriera, Lo Cicero Giuseppe, in arte Pippo Madè, è stato insignito di importati riconoscimenti e premi, tra questi ricordiamo il “San Valentino d’Oro” conferitogli nel 1977 dalla Città di Terni; il “Sigillo d’Oro” dell’Università degli Studi di Palermo, conferitogli dal Magnifico Rettore Prof. Giuseppe La Grutta; la “Benemerenza Civica” della Provincia Regionale di Palermo conferitagli nel 2009; la Paul Harris Fellow, massima onorificenza del “Rotary International”, conferitagli nel 2012.