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La R.N.O della Ficuzza

La R.N.O della Ficuzza

La Riserva Naturale Orientata Bosco della Ficuzza, Rocca Busambra, Bosco del Cappelliere e Gorgo del Drago è stata istituita nel 2000 su una vasta superficie di 7.397 ettari che appartiene ai comuni di Corleone, Godrano, Marineo, Mezzojuso e Monreale.

Precedentemente di pertinenza del Demanio Forestale, è oggi affidata all’ente gestore Azienda Foreste Demaniali. Al suo interno, anche il Sito di Importanza Comunitaria “Vallone Cerasa e Castagneti di Mezzojuso”; la Zona di Protezione Speciale di “Rocca Busambra e Rocche di Rao”, e quella dei “Monti Sicani” per la parte di competenza.

Retaggio dei boschi che costituivano nel 1800 la riserva di caccia di Ferdinando di Borbone, l’area protetta era l’antica “Real Tenuta della Ficuzza”, a Nord dell’imponente formazione calcarea della Rocca Busambra. L’area di affioramento della Rocca presenta notevoli spunti di interesse scientifico e naturalistico per gli ambienti interessanti e variegati che il carsismo ha creato, dando vita a doline e inghiottitoi che costituiscono il confine idrografico naturale fra i fiumi Eleuterio, il Belice sinistro e il San Leonardo.

L’area coperta da bosco è circa 4.000 ettari. Dalla metà del Novecento il Demanio Forestale ha cominciato una vasta opera di rimboschimento, intervento che, insieme ad una politica ininterrotta di cura e conservazione, ha fatto della Riserva una delle aree protette meglio fruibili di tutta la Regione, mèta continua di visite per scolaresche, birds watchers e turisti.

La flora

Nella Riserva si incontrano diverse centinaia di specie vegetali (450 generi e 90 famiglie).
Il lato Nord della Rocca Busambra ospita boschi autoctoni formati da querceti di leccio e sughera (Quercus suber). Si può notare anche la presenza di piccole “colonie” di frassini (Fraxinus excelsior), di aceri (Acer campestre) e olmi (Ulmus minor).

È presente anche la sugherella (Quercus fontanesii),una pianta tipica siciliana nata dall’innesto tra il cerro e la sughera.Gli interventi di rimboschimento hanno introdotto prevalentemente il frassino meridionale (Fraxinus oxycarpa), l’eucalipto (Eucalyptus globulus) e il castagno (Castanea sativa Mill.). Fra gli arbusti è presente il pungitopo (Cuscus aculeatus), il biancospino (Crataegus oxyacantha), la rosa canina (Rosa canina L.) e il caprifoglio (Lonicera caprifolium). Fra le numerose specie di orchidee ce ne sono alcune esclusive della regione come l’ofride di Bertolini (Ophrys sphegodes Mill.), l’orchide screziata (Orchis tridentata) e l’ofride a mezzaluna (Ophrys lunulata). Durante la stagione pri maverile si possono ammirare le splendide fioriture della rosa peonia (Paeonia macula) e del giaggiolo siciliano (Iris pseudopumilia).

Anche in autunno il sottobosco si presenta particolarmente ricco ed interessante per via dei funghi che formano un profumato tappeto insieme ai chiodini (Armillariella mellea) e ai gallinacci (Cantharellus cibarius). Sono presenti anche specie tossiche rappresentate dall’amanite canterina (Amanita pantherina) e dall’ammazzamosche (Amanita muscaria).Abbarbicate ai fianchi aspri della Rocca Busambra vivono, in condizioni climatiche inclementi, piante rare e ostinate: sono il fiordaliso della Busambra (Centaurea busambarensis), la camomilla delle Madonie (Anthemis cupaniana) e il cavolo rupestre (Brassica rupestris sl.).

Ci sono poi altre specie che vivono “solo” su questa Rocca: il cipollaccio di Busambra (Gagea busambarensis), appartenente alla famiglia delle liliacee, l’erba-croce della Busambra (Valantia deltoidea), lo spillone di Gussone (Armeria gussonei) ed infine la lieve viola del Tineo (Viola tineorum).

La fauna

La Riserva ospita animali tipici d’ambiente silvestre quali il gatto selvatico (Felis silvestris), la martora (Martes martes), l’istrice, la donnola.Questi condividono il territorio con la volpe, il coniglio, la lepre e alcuni piccoli roditori.

Il territorio della Riserva del Bosco della Ficuzza è abituale dimora o luogo di regolare transito dalla stragrande maggioranza dell’avifauna siciliana: la sommità del Palazzo Reale è normalmente abitata da una numerosa colonia di storni (Sturnusvulgaris),mentre alloggi meno artificiali vengono eletti dall’aquila reale Aquilachrysaetos), dal grillaio (Falco naumanni) o dalla rondine montana (Ptyonoprognerupestri).

Nei piccoli laghetti sguazzano svassi (Podiceps cristatus) e superbi germani reali (Anas platyrhynchos) insieme alle piccole folaghe (Fulica atra). Molti dei rettili tipici della regione hanno numerosi rappresentanti

all’interno della riserva: è possibile infatti, per i visitatori più attenti e discreti, incontrare la biscia dal collare, il colubro leopardino (Coluber aesculapi) e la vipera (Vipera aspis). In questo eden di Sicilia vivono anche tre specie di testuggini terrestri (Testudo graeca, hermanii e marginata), accanto ad una palustre (Emys orbicularis).

Le giornate più calde nella Riserva sono popolate da numerose farfalle, come la rarissima Melitaea aetheriae, e da interessanti coleotteri, fra cui due carabidi, il Carabus famini e il Carabus lefebvrei.

Il Centro Recupero Fauna Selvatica

In prossimità del Palazzo Reale è stato creato, a cura dell’Azienda Foreste Demaniali in collaborazione con la LIPU, un Centro Regionale di Recupero della Fauna Selvatica, articolato in tre sezioni: nella prima si accolgono e si curano gli animali feriti, nella seconda ci sono le voliere destinate alla rieducazione degli uccelli convalescenti, e, infine, c’è una sala didattica per le scolaresche.

La Ripartizione Faunistico-Venatoria ha curato una sezione aggiuntiva costituita da uno speciale terraio per incoraggiare la riproduzione delle tartarughe terrestri, in vista di un ripopolamento della Riserva.

Il Centro può essere visitato sempre, anche nei giorni festivi, prenotando con una telefonata allo 091 8460107.